giovedì 28 gennaio 2016

L’età della pietra non è finita per carenza di pietre

La view settimanale di Gian Paolo Bazzani

Ho sfogliato i resoconti del Global Economic Forum di Davos.

"Tutta colpa del petrolio, che andrà a 25 USD al barile prima di riprendersi", dice Larry Finck di BlackRock.

Il malato del mondo è la Cina, la cui brusca frenata è inevitabile secondo George Soros, vecchio leone dei mercati finanziari.

Secondo Michael Harnett, la paura del rialzo dei tassi USA sta pesantemente indebolendo le valute dei paesi emergenti e ne mette a rischio la stabilità, visti anche i consistenti indebitamenti in dollari americani, contagiando tutti i mercati.

"Bad news is good news", dice invece Nouriel Roubini per una volta quasi ottimista, secondo il quale oggi l'economia globale non è messa male come nel 2008 e questo grazie alla politica delle banche centrali che, in caso di cattive notizie, inondano i mercati di liquidità.

Ora, non so dire se il petrolio abbia o meno trovato un sostegno attorno ai 28 dollari o scenderà di un ulteriore 10%, quanto sarà brusca la frenata cinese e se i mercati non siano ormai assuefatti alle iniezioni di liquidità delle banche centrali1. Di certo tutti questi elementi, cui aggiungo la difficile situazione geopolitica legata alle migrazioni, le costanti minacce terroristiche e il tema dell'inquinamento globale, rendono i mercati instabili (perchè instabili sono le economie...) e quindi difficilmente prevedibili2. Sono sempre più convinto che il disequilibrio sia la nuova condizione di equilibrio a cui dobbiamo abituarci.

Se prendete per buono quanto sopra, come gestire il denaro in un contesto fatto di instabilità e tassi a zero? Alzare lo sguardo e provare a pensare al mondo dei prossimi anni potrebbe essere l'unica decisione saggia.

1. L'età della pietra non è finita per carenza di pietre3

Il mondo userà sempre meno i combustibili fossili e siamo probabilmente già da un anno entrati nella fine dell'era del petrolio. Energia solare, eolica, conservazione dell'energia sono i settori in cui investire nei prossimi anni. Vestas Wind System A/S (pale eoliche), Tesla (auto elettriche) e LG Chemicals (batterie) sono i titoli su cui investo, tutti i petroliferi quelli che vendo.

2. Se hai una App favorita sul tuo telefono, è una buona idea possederne le azioni4

Una sana regola è da sempre quella di investire in aziende che hanno una soluzione ad un problema o, meglio ancora, in aziende che sono o fanno qualcosa che gli altri desiderano. King Digital, l'azienda nota per il gioco Candy Crush fondata da un italiano, è stata venduta per 5,9 miliardi di dollari. Si può vivere senza quel gioco ma evidentemente oltre 150 milioni di persone desiderano giocarci ogni giorno. Uber, per provare a fermarla i taxisti parigini hanno dato alle fiamme delle auto in settimana, Amazon, Easyjet: tutte aziende che rendono la vita più facile o più economica e rappresentano le mie favorite. Aggiungo Vivendi, perchè anche se la telefonia è ormai forse un settore maturo, la società francese si muove velocemente nel settore dei video giochi (nei confronti di Ubi Soft e Gameloft) e nella realtà virtuale, altro settore che crescerà in modo esponenziale. Non uso Facebook e non credo in Twitter.

3. Il portafoglio di mia figlia è il suo telefonino

Mia figlia, da poco maggiorenne, non entrerà mai in una filiale di una banca. Userà il suo telefono per pagare il parcheggio, le consumazioni (limitate) al bar e la spesa che peraltro si farà recapitare a casa. Le banche tradizionali sono appesantite da sportelli e costi del personale elevato e vedranno le poche attività rimaste profittevoli (gestione del risparmio e previdenza) minacciate da operatori "ad alta tecnologia": robo-advisor, banche online e nuovi operatori finanziari. Cosa succederà quando Google deciderà di offrire la possibilità di trasferire denaro da un utente gmail all'altro? Chi potrà competere quando Facebook ti proporrà di avviare un piano di accumulo in favore del figlio che ti è appena nato, cosa peraltro nota a Facebook prima ancora dei suoceri data l'esagerata quantità di foto del pargolo che tu hai scelto di pubblicare? Samsung, Android, iOS offrono già un servizio di "portafoglio" preinstallato nel telefonini e le banche sanno bene che la sfida nel settore in-app commerce è stata lanciata da questi colossi. Sono poche le banche tradizionali in grado di competere. Compro Google, BlackRock e mi tengo stretto le azioni Saxo Bank. Vendo le banche tradizionali in Europa, soprattutto quello più grandi gravate da sofferenze sulla cui gestione non vedo affatto la chiarezza che i politici stanno ventilando in queste ore (leggasi garanzia statale sulla cartolarizzazione delle sofferenze e "bad bank").

1Forse sì, come insegna il caso del Giappone, che da quando ha esteso, per l'ennesima volta, il proprio quantitative easing lo scorso dicembre, il mercato azionario giapponese è sceso di oltre il 10% e lo yen si è rafforzato.


 

2Potrei aggiungere la situazione Russa, la Brexit, le elezioni USA, il cyber crime e il calcio scommesse ma non vorrei risultare troppo pessimista.

3William McDonough, architetto.

4Philip Donald – BAML e la sua illuminante newsletter dello scorso dicembre.


 

I migliori saluti

 

Gian Paolo Bazzani


 

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