venerdì 2 ottobre 2015

In viaggio tra Milano e Copenaghen

La view settimanale di Gian Paolo Bazzani

​Guardare con attenzione i dati macro americani sullo smartphone non è il modo migliore di passare due ore nella sala d’attesa di un aeroporto, ma questa è la vita di un italo – danese. Dopo la decisione FED sul non – rialzo dei tassi, o se preferite la NON – decisione della Fed che rende meglio l’idea della volontà di non correre il rischio di assumere decisioni, il dato sull’occupazione americana era molto atteso. E da qualsiasi parte lo si prenda, anche leggendolo dallo smartphone, il report del mese di settembre relativo al mercato del lavoro statunitense è negativo e ha portato il mercato a pensare che la Fed ha ora una buona scusa per aspettare almeno fino a dicembre, se non addirittura il nuovo anno, prima di rialzare i tassi. La NON - decisione di settembre della Federal Reserve ha mostrato ai mercati che la banca centrale americana ha assunto un mandato supplementare per la stabilità finanziaria globale: con la supervisione dei Mercati Emergenti e della Cina, e con il dollaro che sarà ancora il proverbiale imperatore del regno delle tenebre, perché il resto del mondo sta adottando politiche monetarie espansive.

Eppure USDCAD sta recuperando terreno subito dopo il tonfo dovuto alla notizia sul rinvio del rialzo dei tassi, un segnale che la propensione al rischio non ama l’idea di un’economia USA indebolita, soprattutto nei confronti delle possibili implicazioni sulla liquidità causate da un’ulteriore attesa della FED.

Da qui, USDCAD potrebbe di nuovo andare incontro ad un rally poiché la preoccupazione potrebbe spostarsi dall’indebolimento dell’economia americana a quella del Canada, causata dell’importante esposizione che il paese ha nei confronti dei prezzi energetici e rispetto la sua stessa economia del sud, che quindi potrebbe passarsela anche peggio.

Investo i 150 pips di profitto della scorsa settimana, e vado lungo dollaro americano rispetto a quello canadese.

Compro call USDCAD

Fattori di rischio: il rischio risiede nel fatto che il mercato possa continuare a vendere USD se non ci saranno nuovi stimoli per un rialzo dei tassi da parte della FED. Oppure un nuovo rally del petrolio che non appare però all’orizzonte.

Strike: 1.3350

Scadenza: 23 ottobre 2015

Premio: 68 pips

Prezzo Spot di riferimento (attuale): 1.3230

Target: 1.3500 target iniziale per una copertura parziale


USDCAD

Un caro saluto dalla già fredda Copenaghen.

Gian Paolo Bazzani


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