16.05.2012
Forex Way Consulting
USD
Il peggioramento dell’euro prosegue per effetto delle decisioni dei greci di andare a nuove elezioni. Le elezioni si terranno con ogni probabilità il prossimo 17 giugno. I dati economici di questi giorni evidenziano che la Germania riesce a crescere dello 0,5% nel primo trimestre 2012 ma la tensione sui mercati resta intatta. Vorrei analizzare di seguito quello che potrebbe essere l’impatto dei tassi di interesse reali all’interno del G10 visto che l’andamento dei tassi reali è stato sempre un elemento importante per i movimenti sul mercato valutario. All’interno del G10 le valute oscillano in un range per effetto delle politiche monetarie ormai al palo. La FED ha deciso di non muovere i tassi di interesse fino al 2014 ed il mercato sta scontando poche iniziative sul fronte dei tassi sia per la BCE, BOJ ed anche per la BOE.
In un mercato che non attende cambiamenti sostanziali delle politiche monetarie i differenziali dei tassi di inflazione potrebbero fare la differenza. Al momento tuttavia non ci sono elementi che possano far immaginare differenti movimenti inflattivi, solo in Giappone la situazione resta incentrata sulla deflazione che sostiene i tassi di rendimento reali. In effetti se in un paese ci si attende un’inflazione futura sostenuta, le politiche monetarie messe in atto (rialzo dei tassi) potrebbero dare luogo a movimenti sul tasso di cambio. In contrasto, quando i mercati attendono una politica monetaria stabile, l’inflazione perde il suo valore come segnale di politiche monetarie future. Di conseguenza alti tassi di inflazione tendono a guidare una sottoperfomance della valuta erodendo ex-post il rendimento reale.
L’evidenza storica indica che, nei periodi post-crisi, sono i tassi di rendimento reali che guidano i mercati piuttosto che i rendimenti nominali. Al momento però non si immagina nel G4 un cambiamento sostanziale dell’inflazione, fatta eccezione dello yen dove, come indicato, in Giappone persiste la deflazione che sostiene i rendimenti reali. Nei giorni precedenti il Presidente della BBK Weidmann ha indicato che gli aggiustamenti interni alla zona euro potrebbero prevedere un’inflazione più sostenuta in Germania. Questa notizia, se confermata, potrebbe determinare un aggiustamento al rialzo delle previsioni sull’inflazione nella zona euro e quindi potrebbe mettere sotto pressione ulteriore la valuta europea, visto che mi sembra ormai fuori questione un rialzo dei tassi ma bensì si attende un ridimensionamento, anche se marginale, degli stessi.
GBP
La sterlina continua a migliorare le sue posizioni contro euro per effetto del suo status attuale “anti euro”. Al momento il movimento è assolutamente molto esteso e quindi è opportuno prestare molta attenzione. Nella mattina verrà rilasciato il bollettino riguardante l’inflazione e la BOE comunicherà le sue previsioni al riguardo. Personalmente non ritengo che ci saranno notevoli cambiamenti ma, se si dovesse modificare lo scenario con un’inflazione più sostenuta, la sterlina ne avrebbe un immediato beneficio.
JPY
Con la volatilità che continua a salire gli operatori saranno costretti a chiudere le posizioni “carry trades” e quindi le valute a bassi tassi di interesse potranno migliorare. Questo mi sembra il caso dello yen. I rendimenti sul mercato dei bond continuano a restare depressi e questa condizione comporterà ulteriori rimpatri di capitali da parte dei Giapponesi ed ulteriori politiche di copertura degli investimenti stranieri alimentando quindi un flusso favorevole alla valuta giapponese.