Nelle previsioni riguardanti il primo trimestre, ho asserito che, a causa della crisi economica globale, la volatilità nel mercato valutario sarebbe aumentata. Infatti, nel primo trimestre la volatilità è cresciuta, anche se moderatamente, soprattutto su EUR, GBP e JPY. Anche nel secondo trimestre la volatilità dovrebbe aumentare, con il rafforzamento del dollaro americano e a causa del futuro incerto del JPY. Di grande importanza sarà anche l’indebolimento delle commodity.
IL VINCITORE E IL PERDENTE NEL PRIMO TRIMESTRE
Il valore dell´euro è aumentato a gennaio quando la Banca Centrale Europea (BCE) ha iniziato a ripagare parte delle sue obbligazioni, come parte del piano LTRO (Long Term Financing Operation). Il valore della valuta è poi sceso, in seguito alle previsioni sulle elezioni italiane, anticipazioni che si son poi rivelate reali, e alla crisi di Cipro. Le altre valute con un trend negativo sono state GBP e JPY. “Abenomics”, in Giappone e i risultati negativi nel Regno Unito hanno attratto forti ondate speculative a gennaio e febbraio.

JPY vs propensione al rischio: Lo yen non è stato influenzato solo da
“Abenomics”, ma anche dall’opportunità di intraprendere azioni speculative: è
facile vendere una valuta quando la banca centrale promette di aumentarne la
liquidità.

JPY vs lo spread dei tassi d’interesse: I rendimenti giapponesi a lungo termine sono crollati, anticipando le azioni della banca centrale giapponese, ma non dovrebbero diminuire ulteriormente. Per creare gli elementi necessari a far sì che la valuta s’indebolisca, i rendimenti delle obbligazioni governative fuori dal Giappone devono aumentare.
Il “vincitore” del primo trimestre è stato il dollaro americano, nonostante le azioni intraprese dalla FED nei primi mesi del 2012 e l´aumento del tasso di crescita economica. Le altre valute che hanno registrato una performance positiva sono state AUD, NZD e SEK. La loro salita è dovuta principalmente alla presenza di liquidità mondiale. Inoltre, le svalutazioni competitive tra valute hanno contribuito ad aumentarne il valore, poiché le banche centrali di questi paesi non hanno implementato nessuna azione al riguardo.
Secondo trimestre: transizione o cambiamento?
Mentre entriamo nel secondo trimestre con una sensazione diffusa di compiacimento, la vecchia propensione al rischio sembra essere scomparsa. Il mercato sembra convinto che le banche centrali non permetteranno a nessun tipo di rischio di materializzarsi. Quindi perché preoccuparsi?
Il desiderio di intraprendere strategie rischiose diminuirà nel secondo trimestre. Probabilmente questo è causato da tre diverse ragioni: stagionalità, paura che la Federal Reserve Americana non garantisca la liquidità promessa e preoccupazioni sulla situazione dell´Unione Europea. Se analizziamo il fattore di stagionalità, esaminando il secondo trimestre degli anni precedenti, troviamo mesi di transizione o mesi influenzati negativamente dai rischi assunti durante il primo trimestre. Lo scorso trimestre potrebbe influenzare negativamente i mesi futuri, soprattutto se la FED deciderà di ridurre le sue operazioni di alleggerimento quantitativo. Allo stesso tempo, le preoccupazioni che hanno caratterizzato l´Unione Europea continueranno a manifestarsi, soprattutto durante le elezioni tedesche in settembre.
Complessivamente, nel secondo trimestre il dollaro americano dovrebbe continuare a mantenere una performance positiva. Il futuro dello yen giapponese sembra turbolento, mentre si aspetta che il piano della banca centrale giapponese “Abenomics” venga messo in pratica. Il futuro dell`euro è il più incerto, anche se è le previsioni non sono positive.
Sullo sfondo, la natura sistemica del rischio sembra esser stata eliminata, ma potrebbe risorgere in futuro. Più durerà questa propensione al rischio e più la volatilità sarà forte quando ritornerà.
USD continuerà a fortificarsi in futuro
Il dollaro americano continuerà a rafforzarsi, qualsiasi sia lo scenario economico futuro. Cominciamo immaginando uno scenario positivo. In questo caso il dollaro americano si rafforzerà grazie al miglioramento della situazione economica. Questo continuerà a incoraggiare la FED ad attuare diverse operazioni, come la riduzione del tasso delle sue asset baked securities. La Fed diventerebbe la prima banca centrale a ridurre le politiche di supporto attuate finora. Inoltre, positivo sarà l´effetto dell´aumento nella produzione di energia. Il governo potrebbe anche implementare un Homeland Investment Act riscuotendo patrimoni da aziende estere.
Il dollaro americano si rafforzerebbe anche in uno scenario negativo. In questo caso, l´economia non si risanerebbe, a causa della politica di austerità fiscale e degli effetti dei tagli delle tasse. Anche se la Fed non cambiasse il suo piano d´azione, questo avrebbe un forte effetto sui mercati e il dollaro ne beneficerebbe. In alternativa, la FED potrebbe essere obbligata a ridurre la sua politica di alleggerimento quantitativo che ha causato il surriscaldamento dei mercati di credito. Questa possibile azione della FED ridurrebbe la propensione al rischio presente nei mercati, riducendo la liquidità.
La tensione cresce per l´euro
L´euro si è rafforzato durante il primo trimestre, quando la BCE ha annunciato di voler iniziare a ripagare parte delle sue obbligazioni LTRO per poi indebolirsi a causa dell’incertezza generata dalle elezioni Italiane e dalla crisi di Cipro. L´Unione Europea incontrerà molte difficoltà nel ristabilire la fiducia nella sua valuta, mentre si aspettano gli esiti delle elezioni in Germania fissate per il prossimo settembre. Inoltre, i risultati dell´economia francese cominciano a preoccupare, mentre la Slovenia potrebbe aver presto bisogno delle misure di aiuto. In Spagna, invece, potrebbero nascere nuovi scandali che coinvolgono il sistema bancario, mentre le parti sociali continuano ad essere colpite dolorosamente dalla situazione economica. Durante il secondo trimestre, sarà importante scoprire la linea d´azione della BCE per contrastare la crisi di Cipro.
Se non ci saranno altri eventi critici a peggiorare la situazione economica e politica, l’Europa potrebbe tener duro fino a settembre, mese in cui si terranno le elezioni in Germania. Qualunque sia l’esito delle elezioni, sarà necessario trovare al più presto una soluzione ai problemi che affliggono i paesi europei.
JPY
Le sinergie presenti nel mercato hanno fatto si che lo yen giapponese si indebolisse nel primo trimestre. La Banca Centrale Giapponese inizierà diverse opere di espansione, cambiando la linea d´azione intrapresa finora, finanziando perfino opere governative mirate a stimolare l´economia. La domanda è: il mercato ha già scontato il prezzo di queste azioni?
Durante il secondo trimestre potremmo assistere a un forte cambiamento nel valore dello yen giapponese, che potrebbe rafforzarsi se le condizioni anticipate non dovessero realizzarsi. Gli investitori, in questo caso, guidati da un sentimento di disappunto, venderebbero la valuta secondo le previsioni, ma la comprerebbero se queste fossero errate. Se i mercati globali dovessero seguire un trend negativo, almeno nel breve termine, lo yen li seguirebbe, perché viene usato dagli investitori per ottenere posizioni speculative. Nel medio e breve termine, invece, lo yen giapponese sarà colpito negativamente dalle azioni della banca centrale giapponese, dalla crisi globale e dalla sua pericolosa condizione demografica.
L´indebolimento della sterlina
La sterlina inglese è stata una delle valute “perdenti” durante il primo trimestre, poiché il mercato ha deciso di punire tutte quelle valute che le banche centrali avrebbero continuato a soccorrere. Si prevede che quest’estate, con l´arrivo del nuovo governatore della BoE, Mark Carney, potrebbero essere implementate misure di aiuto più estreme.
Un altro problema che influisce sul valore della sterlina è il deficit del governo, che non è diminuito malgrado le forti svalutazioni che hanno colpito la valuta durante la crisi finanziaria. Sostengo che l´indebolimento sia stato causato anche da azioni speculative e da una forte propensione al rischio che ha caratterizzato il mercato negli ultimi mesi. In futuro, il rapporto con l´euro potrebbe diventare uguale a 0.8500 e 0.900o e ho anche corretto in negativo la previsione sul cross GBPUSD, a causa delle potenziali differenze tra le linee d´azione delle due banche centrali.
CHF – passivo e aggressivo
Il franco svizzero, durante il primo trimestre, è stato negativamente colpito da azioni speculative che l’hanno colpito in un momento di debolezza, quando le banche hanno annunciato di voler stabilire un tasso d’interesse negativo su i depositi bancari. Tuttavia, le nuove preoccupazioni sulla situazione europea hanno fatto salire il cross EURCHF prima che la banca centrale svizzera potesse reagire. Le future incertezze sull´euro probabilmente saranno anche causa d’incertezza sul franco. La banca centrale svizzera rimane determinata a voler porre un limite al rapporto con l’euro al livello di 1.20 e, se necessario, saranno implementate nuove opere per fermare l´accumulo di capitali nelle banche svizzere. Nel lungo termine, il franco svizzero rimane sopravalutato e un potenziale indebolimento è difficile da prevedere. Probabilmente il valore della valuta rimarrà stabile fino alle elezioni tedesche.
AUD, CAD e NZD
La valuta australiana e quella neozelandese son riuscite a raggiungere nuovi massimi anche quest’anno in confronto alle valute dei G10, ma questo rafforzamento è destinato ad affievolirsi in futuro. Queste valute potrebbero indebolirsi se le previsioni di un miglioramento della situazione economica cinese non dovessero avverarsi oppure se la performance positiva del primo trimestre non dovesse essere replicata nel secondo trimestre, situazioni che probabilmente si realizzeranno in futuro. Inoltre, le azioni del settore minerario in Australia sono in calo e le esportazioni di latte in Nuova Zelanda potrebbero essere ridotte a causa della siccità. Inoltre, le banche centrali di entrambi i paesi ostacolerebbero il mercato se questo dovesse continuare a rafforzare le valute.

AUD Vs G10: Il grafico mette a confronto il dollaro australiano con un portafoglio di valute del G10. Dal 2010, il dollaro australiano ha raggiunto diversi massimi, ma il trend positivo sembra sempre svanire. Questo comportamento si ripeterà probabilmente in futuro. Bisognerebbe anche considerare il rischio d’indebolimento, se la Fed decidesse di limitare le sue politiche di supporto.
I risultati ottenuti dal dollaro canadese non sono stati dei migliori. La banca centrale canadese (BoC) ha dovuto ammettere che i fondamentali dell’economia canadese si sono fortemente indeboliti. Il rapporto USDCAD, pressoché uguale a uno, ha depresso l’economia canadese. Inoltre, a causa delle azioni della BoC attivate per fermare il rafforzamento della valuta, il settore del credito e quello immobiliare hanno subito una forte inflazione. Questa bolla finanziaria è destinata a fermarsi e questo indebolirà la valuta.
SEK e NOK
La corona svedese è bloccata tra gli effetti causati dalla bolla finanziaria che sta colpendo il settore del credito domestico e il rafforzamento della valuta riportato durante il primo trimestre. Durante i prossimi mesi, la valuta dovrebbe indebolirsi. La corona svedese non rappresenta un investimento sicuro, poiché non è particolarmente liquida e a causa della bolla finanziaria del settore immobiliare che potrebbe concludersi presto.
La corona norvegese dovrebbe essere favorita rispetto a quella svedese perché meno subordinata a fattori esterni. Tuttavia, un importante rischio per questa valuta risiede nel settore energetico. Questo, infatti, potrebbe indebolirsi se la domanda globale dovesse attenuarsi.
I fattori chiave del primo trimestre
Le idee presentate in seguito possono produrre risultati positivi se le previsioni argomentate finora dovessero realizzarsi.
Lungo USD vs un portafoglio di AUD, CHF e SEK: Il dollaro americano dovrebbe rimanere forte mentre il dollaro australiano e il franco francese dovrebbero indebolirsi.
Lungo GBP, NOK e EUR vs AUD e NZD: Motivato dal fatto che i risultati del primo trimestre non sono destinati a continuare durante il secondo.
Corto CHFJPY: Una strategia a breve termine, fondata sulla possibilità che le aspettative per Abenomics siano sopravvalutate.
Lungo USDJPY a ribasso: Bisogna essere cauti in questo caso perché in futuro potrebbero sopraggiungere situazioni migliori per la vendita di JPY. Questa strategia è da adottare solo se quella sopra (corto CHFJPY) si è rilevata proficua.
La seguente tabella mostra le previsioni: