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Analisi dei mercati

ANALISI MACROECONOMICHE DI MEDIO E LUNGO PERIODO

LA FINE DELL'OPPORTUNISMO di Steen Jakobsen

Il primo trimestre è giunto al termine e il tasso di crescita è diminuito, mentre le proiezioni del deficit fiscale sono aumentate per tutti i paesi europei, incluse Francia e Germania. Il fondo monetario internazionale (FMI) ha ridotto le aspettative di crescita per il 2013, che ora ricordano quelle del 2011 e 2012.

Siamo chiamati ad attuare un cambiamento. Sarebbe più facile ottenerlo ammettendo il bisogno riforme, ma probabilmente saremo indotti al cambiamento da uno sbaglio, come l'esclusione dalla zona euro di Cipro o della Grecia.

La parola opportunista in economia indica una persona che trae vantaggio da risorse e servizi che non ha pagato.

Questo termine può essere utilizzato per descrivere come nel primo trimestre il mondo si sia spostato da un pensiero opportunistico a un evidente disaccordo pubblico su come poter mantenere l´attuale situazione.  Il mercato azionario sta toccando nuovi massimi, ma crescita e disoccupazione continuano a peggiorare mese dopo mese.

Tentativi opportunistici possono essere osservati tutti i giorni tra svalutazioni, la mancanza di provvedimenti in Europa e negli USA, l’incapacità da parte del consiglio europeo di concordare un programma di “salvataggio” per le economie in difficoltà e il rifiuto da parte delle lobby di attuare le riforme necessarie.

La crisi economica si è evoluta, trasformandosi in una vera e propria crisi politica. Quando il debito pubblico diventa troppo importante e il deficit fiscale esplode, è molto più difficile riuscire a convincere tutti i gruppi d’interesse a cooperare tra loro. Il debito continuerà a crescere finché non si comincerà a riformare il piano fiscale. Con il passare del tempo sarà sempre più difficile attuare un cambiamento, perché le parti in causa avranno meno “interessi” al riguardo. Questa è la situazione negli Stati uniti e in Europa: dopo aver aspettato tutto questo tempo, il problema qè diventato di fondamentale importanza e deve essere risolto al più presto.

Il primo trimestre è giunto al termine e il tasso di crescita è diminuito, mentre le proiezioni del deficit fiscale sono aumentate per tutti i paesi europei, inclusa Francia e Germania. Il fondo monetario internazionale (FMI) ha ridotto le aspettative di crescita per il 2013, che ora ricordano quelle del 2011 e 2012; con una sola differenza: le elezioni in Germania, previste per il 22 settembre.

Le elezioni tedesche non sembrano ancora lontane. Abbiamo bisogno di rompere questo ciclo negativo incontrollabile, da cui i politici non riescono ad uscire. Il mercato si aspetta che la Germania agisca a favore dell´unione fiscale, ma la storia non è ancora scritta.

Il più ingente pacchetto di aiuti mai concesso da un paese ad un altro è stato il Piano Marshall, offerto dagli USA all’Europa dopo la seconda guerra mondiale. Il valore era di 13 miliardi di dollari, una somma pari al 5%del PIL americano dell´epoca.  Se la Germania dovesse essere disponibile a soccorrere il resto dell’Europa mettendo a disposizione un valore equivalente a quello del Piano Marshall (5% del PIL attuale), la somma ammonterebbe a 140 miliardi di euro. Purtroppo questo valore non è sufficientemente per eliminare completamente il debito europeo, che sembra aver raggiunto un valore tra i due e i tre trilioni di euro.  La speranza di aiuti da parte della Germania si ispira a un pensiero opportunistico, sembra essere irrealizzabile.

La crisi di Cipro ha diminuito la credibilità dei procedimenti europei.  Gli organi decisionali sono stati fortemente colpiti , specialmente dai dibattiti tra la commissione e il fondo monetario internazionale, che sembrano guidati da interessi di potere, piuttosto che dalla preoccupazione per il futuro dell’Europa.  

Abbiamo visto come i principi europei siano stati dimenticati quando l´Europa ha dovuto trovare una soluzione in accordo con il settore politico. Cipro è il primo paese Europeo su tre fronti:

  • Controlli di capitale: un euro cipriota non è uguale a uno tedesco o francese. I capitali non possono lasciare l’isola;  
  • Garanzia per gli obbligazionisti senior: in Grecia è stata concessa solo per quelli junior;
  • Garanzia per depositi uguali o superiori a 100,000 EUR.

La violazione più seria è quella riguardante il controllo di capitali. Non esiste più un’unione economica e monetaria tra i paesi europei.  La mancanza di una soluzione coerente solleva diverse domande: “Chi pagherà i debiti futuri?” Certamente continuare ad aumentare le tasse, specialmente in paesi come Italia, Spagna, Grecia o Portogallo, non è la scelta più efficace.

Si potrebbe rispondere che l’obiettivo finale è l´introduzione di un sistema bancario come quello svedese, sovvenzionato da una tassa sui capitali di azionisti e obbligazionisti. Willem Buiter, economista di Citygroup, ha dichiarato che, per costituire un fondo abbastanza grande da ricapitalizzare le banche europee, sono necessari 3 trilioni di euro, pari a 30% del PIL dei paesi partecipanti.

Una tassa sui depositi è già presente in Italia e in Spagna ed è pari rispettivamente allo 0.015% e al 0.2-0.3%.

Durante la crisi di Cipro sono state implementate anche pratiche già conosciute. Il fatto che al momento le tasse sui depositi siano basse non dovrebbe essere rassicurante. Quando è stata introdotta in Danimarca, nel 1967, l’IVA era pari al 9%, ma da allora è aumentata, raggiungendo il 25%. Le tasse su i depositi sono facili da incassare, provengono dal settore privato e sono ritenute giuste da coloro che non sono correntisti, cosa che ci riporta alla discussione sull´opportunismo. Se non hai capitali in banca, una tassa sui depositi sembra giusta.

Finchè non vengono implementate riforme, il consenso contro il sistema aumenta vertiginosamente. L’Italia ne è stata la prova: Beppe Grillo, con il Movimento Cinque Stelle, ha raggiunto il 25%, senza avere un programma politico. Questo è un avvertimento per tutti i politici in Europa. Trovare lavoro e tornare alla normalità è diventato più importante che trovare un sistema disposto a migliorare la situazione. L’Europa e i suoi politici non hanno più tempo. Se la situazione non cambia, il prossimo anno, se ne pagheranno sia le conseguenze economiche che quelle politiche; gli elettori non sono più disposti ad aspettare.

Nel frattempo, i paesi dovrebbero dedicarsi alla svalutazione monetaria. Ufficialmente, ogni paese sta adottando una politica monetaria espansiva, ma il flusso di capitali può avere effetti negativi: investitori stranieri possono contrattare sul costo delle fonti di energia, delle case e di qualsiasi altro bene; questa sarebbe un'altra tragedia sociale.

L´unico beneficiario rimane il mercato azionario. Molte persone tornano a credere nell´idea Marxista che i diritti di proprietà siano davvero protetti solo se investiti in proprietà o azioni, cosa che favorisce specialmente gli Stati Uniti.

Tutto questo è in accordo con le aspettative di un dollaro forte. La maggior parte dei ritorni sugli investimenti dovrebbe arrivare dal mercato valutario. Non è previsto un crollo del mercato azionario, ma il livello attuale dell´indice S&P suggerisce una pausa, data la crescita di prezzi delle azioni e dato il rallentamento della crescita globale. Per vedere il valore delle azioni aumentare, è necessario un forte aumento della crescita globale e nuove politiche monetarie da parte della BCE.

Nel primo trimestre, il Giappone ha assunto un ruolo fondamentale per la crescita economica globale. Il Regno Unito probabilmente cercherà di diventare il nuovo stimolo nel terzo trimestre, ma non prima del cambio del direttore della banca d´Inghilterra.  Questo rende il secondo trimestre più vulnerabile da problemi politici, soprattutto per le elezioni tedesche.  Angela Merkel dovrà spiegare ai suoi elettori l´importanza della Germania in Europa. Questo non sarà un compito facile, soprattutto considerando la possibilità di un pacchetto di salvataggio per la Slovenia nel secondo trimestre.

Siamo chiamati ad attuare un cambiamento. Sarebbe più facile ottenerlo ammettendo il bisogno riforme, ma probabilmente saremo indotti al cambiamento da uno sbaglio, come l'esclusione dalla zona euro di Cipro o della Grecia. Eppure dobbiamo anche imparare che l´insuccesso fa parte della vita e segnala un nuovo inizio. Il regno spagnolo è stato in bancarotta quattordici volte nella storia e, se pensiamo alla nostra vita, ci rendiamo conto che diventiamo più razionali quando ci ritroviamo con le spalle al muro.

Ecco perché sono ottimista. Come dico spesso: “Non sono mai stato così ottimista negli ultimi 25 anni come ora, perché le cose non possono peggiorare ulteriormente”.

L’opportunismo dei politici è finito. D’ora in poi saranno costretti a fare quello che non sono mai riusciti a fare:  guardare in faccia la realtà e trovare soluzioni reali.  


Steen Jacobsen

Chief Economist

sjn@saxobank.com

Website: www.TradingFloor.com

Twitter: @TradingFloorCom

Link to page: http://www.tradingfloor.com/blogs/steens-chronicle

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UN ALTRO ANNO POSITIVO PER IL MERCATO AZIONARIO di Peter Garnry

Il mercato azionario americano rimane il nostro favorito in quanto migliore degli altri a superare la crisi finanziaria mondiale.

Analizzando i dati recenti, possiamo affermare che il valore delle azioni dei mercati globali aumenterà nei prossimi dodici mesi. Anche se la crisi di Cipro e i risultati delle elezioni italiane continuano a occupare le testate internazionali, la reazione del mercato non cambia le nostre previsioni. 

Il mercato azionario ha aperto l´anno con un risultato molto positivo, pari al 10.6% (misurato in EUR), tranquillizzando i mercati, preoccupati per le possibili conseguenze causate dalle elezioni italiane e dal precipizio fiscale. Anche se il secondo trimestre potrebbe non raggiungere i risultati ottenuti nel primo, crediamo che il 2013 sarà un buon anno per le azioni globali, specialmente per quelle americane. 

TREND POSITIVO DEL MERCATO AZIONARIO
Il valore delle azioni deve ancora tornare nella media e la loro valutazione rimane per ora più bassa della media calcolata per gli anni 1996-2013. Secondo i fattori che guidano il nostro modello, le azioni mondiali dovrebbero salire del 12% prima di raggiungere il loro valore medioa. Considerando che, in un’economia in espansione, i profitti e i flussi di cassa crescono con un valore nominale, i profitti delle azioni dovrebbero essere più alti del 12% con il passare del tempo. Se il tasso di crescita dell´economia mondiale raggiungesse un valore pari a 3.8% - come sostengono le nostre previsioni – le azioni potrebbero superare il loro valore medio durante il 2014. 





Il rapporto tra prezzo e cash flow è uguale a 8.8, mentre nel 2007 il valore più alto raggiunto è stato 16.6. Poiché i prezzi sono più che raddoppiati da marzo 2009, il rapporto attuale è giustificato dal forte aumento dei flussi di cassa negli ultimi cinque anni. Inoltre, l´attuale rendimento dei dividendi è uguale a 2.6 percento, valore che supera quello delle obbligazioni di stato di molti paesi. 

Analizzando i dati recenti, possiamo affermare che il valore delle azioni dei mercati globali aumenterà nei prossimi dodici mesi. Anche se la crisi di Cipro e i risultati delle elezioni italiane continuano a occupare le testate internazionali, la reazione del mercato non cambia le nostre previsioni. Tuttavia, il secondo trimestre potrebbe non raggiungere gli stessi risultati del primo, poiché gli azionisti aspettano di veder realizzate le previsioni positive. Potrebbe essere una cattiva idea scommettere su una deviazione del trend attuale. 

Le azioni Americane si dirigono verso un territorio sconosciuto
Il mercato azionario americano rimane il nostro favorito in quanto migliore degli altri a superare la crisi finanziaria mondiale, ottenendo buoni risultati di crescita nel settore privato e riducendo il tasso di disoccupazione. Inoltre, il settore pubblico ha ridotto i costi e questo, in combinazione con la crescita nominale del PIL, ha favorito il budget fiscale negli ultimi dodici mesi. Recentemente, sempre più indicatori finanziari stanno segnalando una rinascita dell´economia. Per i motivi discussi sopra, il trend positivo che ha caratterizzato il mercato azionario americano è destinato a continuare.

Il 28 marzo, lo S&P 500 ha raggiunto un massimo storico, chiudendo a 1,565.15. Se consideriamo i profitti totali, includendo il re-investimento dei dividendi, l’indice ha raggiunto un valore record durante il terzo trimestre dello scorso anno. Gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da una forte volatilità; i contratti forward (12 mesi), che ben rispecchiano il livello di confidenza nei mercati, sono risaliti dal minimo toccato durante la crisi europea nel 2011, raggiungendo un livello da 11 a 14 volte superiore nel marzo 2013. A febbraio abbiamo aggiornato a 1,640 le nostre previsioni riguardo il valore dell´indice S&P 500. 





L´attuale volatilità dello spread tra le azioni con beta più alto e quelli con beta più basso è molto limitata. Per questo, nel caso in cui il valore delle azioni dovesse diminuire, potremmo osservare un calo economico.  Una reazione negativa del mercato azionario americano potrebbe essere provocata da nuovi avvenimenti riguardanti la crisi europea. 

Alcuni analisti sostengono che la crescita nel mercato azionario americano sia causata da una bolla finanziaria ma, considerando il rapporto tra prezzo e utili e il rapporto TobinQ, crediamo che questa non sia una spiegazione veritiera.

IL FUTURO ROSEO DEI MERCATI AZIONARI EUROPEI
Mentre il tasso di disoccupazione continua a crescere, testimoniando che le economie europee continuano a essere colpite dalla recessione, i mercati azionari europei sono saliti del 25% da marzo dello scorso anno. Le azioni guardano al futuro e quindi non sono influenzate da variabili come il tasso di disoccupazione, che al contrario è fondato su dati passati. 

I mercati azionari europei indicano un futuro roseo per le economie, malgrado quello che i media ci vogliono far credere. Il PIL europeo è aumentato per il settimo mese consecutivo raggiungendo un livello pari a -0.12 in marzo, il valore più alto ottenuto da maggio 2012, cosa che dimostra un miglioramento complessivo delle condizioni economiche, nonostante le previsioni negative dell´indice PMI per il mese di marzo. Anche se l´economia europea continua a essere debole, i mercati azionari europei potrebbero avere un anno proficuo.

Nelle previsioni del trimestre precedente, avevamo ipotizzato che le azioni europee fossero le vincitrici di quest’anno. Diversi paesi europei sembrano migliorare: il Portogallo sta riducendo il debito fiscale con successo, la Spagna sta velocemente riducendo i costi del mercato del lavoro e le esportazioni Italiane stanno aumentando.

IL MERCATO AZIONARIO GIAPPONESE
Da metà novembre dello scorso anno, quando è diventato chiaro a tutti che il primo ministro giapponese Shinzo Abe avrebbe vinto le elezioni e sconfitto la deflazione, lo yen si è indebolito. Il calo è stato particolarmente evidente quando la banca centrale Giapponese ha annunciato la sua nuova politica monetaria, che include un livello target d’inflazione pari al 2%. Da metà novembre,  JPY è sceso del 18.7%  rispetto al dollaro e del 19.8% rispetto all´euro. Di conseguenza, il mercato azionario Nikkei  è cresciuto del 43% dallo scorso novembre e del 19.3% questo anno, rappresentando una crescita record dal quarto trimestre del 1972. 

Il problema del Giappone è che il debole valore dello yen aumenta i costi delle importazioni e il Giappone importa molte fonti di energia.  Allo stesso tempo, ha un effetto positivo sulle esportazioni. 

La valutazione dell’indice Nikkei è più alta di quella del MSCI mondiale sotto diversi aspetti, tra cui gli utili, i flussi di cassa e i dividendi. Alcuni analisti sostengono che gli utili aumenteranno del 30% nei prossimi due anni, ma questo valore sembra troppo alto, considerando le nostre aspettative di crescita del PIL pari all’1%. Le azioni giapponesi seguiranno un andamento più modesto e gli investitori analizzeranno gli impatti reali sulle vendite e i profitti causati dal debole valore della loro moneta. 

SI SONO VERIFICATE LE PREVISIONI DEL PRIMO TRIMESTRE?
Nelle previsioni per il primo trimestre avevamo proposto possibili strategie da implementare nel mese di gennaio. Storicamente, si è verificato un ritorno alla media durante il primo mese dell´anno - il più grande “perdente” dell´anno precedente diventa il “vincitore” (il più proficuo) durante il primo mese del nuovo anno, e viceversa. 
Investendo nelle cinque azioni con la peggior performance in Europa e America, un investitore avrebbe guadagnato l´11.%, paragonato al 2.2% ottenuto dal MSCI TR indice globale in gennaio. Vendere le cinque azioni più proficue non sarebbe stata, invece, una strategia vincente.  

Peter Garnry (note to designers: picture byline)

Head of Equity Strategy

pg@saxobank.com

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IL RISCHIO DI CODA NON LASCIA SPAZIO ALLA CRESCITA di Ole Hansen

L´esuberanza dovuta all´inizio del nuovo anno sembra essere diminuita, e l´oro si é indebolito chiudendo il primo trimestre in negativo, come non succedeva dal Marzo 2001. La performance delle commodity potrebbe però migliorare nel secondo trimestre. 

I dati dell´economia americana sono fondamentali per il futuro immediato e anche una piccola debolezza, come visto di recente, può spingere verso l’alto il valore dell´oro, cosa che stiamo aspettando da mesi.​

Le forti aspettative di crescita all´inizio del 2013  hanno portato grandi risultati nei primi mesi dell´anno, come già successo nei due anni precedenti.  A gennaio gli investitori hanno sostenuto la crescita di commodity come petrolio e metalli. Elemento chiave che è stato assente sono state le preoccupazioni geopolitiche, che negli anni precedenti hanno spinto il prezzo del petrolio a livelli insostenibili, prima di innescare una serie di cambiamenti durante il secondo trimestre. 

Mentre inizia il secondo trimestre, parte dell´esuberanza iniziale è cessata, con una crescita moderata negli USA, Giappone e in Cina, neutralizzata dalla crisi di Cipro e le disastrose elezioni Italiane. In futuro il rischio politico in Italia e Spagna continuerà a preoccupare e a creare ondate di avversità al rischio. 

Nonostante queste preoccupazioni, una delle caratteristiche interessanti del primo trimestre è stata osservare la fine dell’ossessione degli investitori per i metalli preziosi, durata un decennio.  Il miglioramento della situazione economica americana ha prodotto una serie di voci sulla fine anticipata del programma di alleggerimento quantitativo; questo, a causa dell´indebolimento della domanda reale, ha visto diminuire il rendimento nominale delle obbligazioni e ha causato un indebolimento dell´oro, dando luogo al primo trimestre in perdita da Marzo 2001. 




RIteniamo che nel secondo trimestre la possibilità di vedere aumentare il valore delle commodity sia minima. Questo a causa del rischio di coda, provocato dai problemi della zona Euro e dalle deboli aspettative di crescita che non riusciranno a modificare la domanda e l´offerta.  Di conseguenza, il settore energetico rimarrà costante dopo essere stato l´unico a ottenere risultati positivi nel primo trimestre, soprattutto grazie al forte aumento del valore del Gas. I metalli industriali sono stati prodotto in quantità eccessiva; negli ultimi anni, ad esempio, la quantità di rame a disposizione è aumentata di conseguenza all´aumento dei prezzi. 

I mercati agricoli sperano in un raccolto straordinario quest’estate, in tutto l´emisfero nord. In combinazione con un aumento della produzione in Sud America, questo dovrebbe aiutare a ricostituire l’offerta delle coltivazioni più importanti come il grano, il mais e i semi di soia. Non si può però escludere una siccità, come lo scorso anno, che causerebbe un aumento dei prezzi. Questo è possibile soprattutto per il mais e i semi di soia, considerando che il loro prezzo di commercio al momento è inferiore a quello dei raccolti precedenti. 

Sotto sono evidenziati alcuni degli elementi più importanti che dovrebbero essere considerati in futuro da chi investe in commodity. Il mercato minerario ed energetico sarà analizzato in seguito. 




LA PRESUMIBILE PERDITA DI VALORE DEL PETROLIO

Il petrolio ha iniziato quest’anno con lo stesso trend dei due anni precedenti. Le aspettative di crescita hanno innescato una salita dei prezzi, durata fino a metà febbraio, prima che le preoccupazioni che il valore di mercato superasse quello reale riportassero il prezzo del petrolio nel range prestabilito, tra 105 USD a 118 USD per barile.  Il prezzo medio corrisponde a quello degli ultimi due anni. 



La rigidità del mercato a pronti del Brent e la quantità eccessiva di WTI hanno iniziato ad attenuarsi, causando la contrazione dello spread tra questi due mercati, fino a 12USD per barile. L´aumento di dell’offerta nel Mare del Nord e l´alto livello di manutenzione richiesto dalle raffinerie, in concomitanza con la recessione della zona euro e la crisi politica, hanno portato ad una differenza tra i prezzi dei contratti future e quelli del mercato a pronti. Allo stesso tempo, negli Stati Uniti, la maggiore capacità di trasportare petrolio ha iniziato ad alleviare i problemi che avevano portato il WTI a deviare dai prezzi di mercato negli ultimi due anni. Trasportare il petrolio è un processo costoso e, per ora, questo limiterà ulteriori contrazioni dello spread sotto i 10 USD per barile.   


I mercati globali di petrolio sono al momento ben forniti, solamente perché l’OPEC continua a produrre a un tasso maggiore di quello prestabilito.  La produzione americana continua a crescere e il Venezuela, dopo la morte del presidente Hugo Chavez, potrebbe tornare ad essere uno dei principali fornitori di petrolio a livello mondiale, se solo fosse disposto ad accettare FDI. Prevediamo che il Brent continui ad oscillare nel secondo trimestre tra i 105 ai 115 USD per barile. Il rischio più grande sarà quello di un mercato al ribasso, legato alle preoccupazioni nella zona euro. 


DOPO UN TRIMESTRE DIFFICILE I METALLI PREZIOSI NON HANNO STIMOLO PER RICOMINCIARE A CRESCERE

Il declino dei prezzi dell´oro iniziato lo scorso ottobre è continuato durante il primo trimestre, prima che DOPO deludente: il costo di un’oncia d´oro ha raggiunto 57 once d´argento, il massimo dallo scorso agosto, che avvicina il prezzo alla media negli ultimi cinque anni, pari a 57.75.  Le elevate competenze nel settore dell´argento hanno attirato ulteriori acquisti, soprattutto tramite Exchange Traded Products (ETP), ma dopo che il valore dei metalli ha cominciato a scendere durante il mese di marzo ogni prospettiva di crescita è scomparsa. 


Gli investitori in oro che usano ETP per ottenere una posizione sui metalli preziosi senza leva finanziaria hanno mantenuto una posizione corta durante tutto l´anno, provocando l´indebolimento degli ETP su oro a livelli record.  Durante il trimestre, 181 tonnellate sono state vendute, al contrario negli ultimi due anni si erano evidenziati flussi positivi di 87 e 138 tonnellate (Bloomberg). Questa riduzione, come dimostra il grafico qui sotto, ha ridotto il valore delle azioni ai livelli dello scorso agosto. Si nota anche come molti investitori siano flessibili e continuino a usare l´oro per equilibrare il loro portafoglio. L´impiego dell´oro a copertura dai rischi provocati dalla crisi mondiale ha aumentato la sua attrattività negli ultimi anni. 


L´oro sembra intrappolato sul livello di 270 dollari e crediamo che il mercato reale e le azioni di acquisto delle banche centrali siano sufficienti a mantenerne il valore sul supporto il areaa 1,530 USD/oz. Se questo livello non dovesse essere mantenuto, potrebbe significare una correzione ancor più profonda di quella che abbiamo appena visto. La momentanea espansione dell´economia americana rimane moderata e quindi non garantisce la fine delle azioni di acquisto iniziate dalle banche centrali. Le scarse azioni politiche dei paesi europei nel combattere la crisi potrebbero portare alla formazione di un nuovo supporto. 

I dati dell´economia americana sono fondamentali per il futuro immediato e anche una piccola debolezza, come visto di recente, può spingere verso l’alto il valore dell´oro, cosa che stiamo aspettando da mesi. Le posizioni speculative degli hedge funds su oro e argento stanno per raggiungere i minimi del 2006; qualsiasi segno di rinascita rappresenterebbe un beneficio per il rendimento dell´argento e dei  metalli preziosi in generale. Portiamo il prezzo target per il 2013 da 1,740USD/oz a 1,640 USD/oz, a seguito dei risultati negativi ottenuti nel primo trimestre. Inoltre, pensiamo che le negoziazioni continueranno, nei limiti prestabiliti, intorno ad un valore di 1,60 USD/oz. Se il prezzo dovesse continuare a scendere e raggiungesse 1,500 USD/oz, la fiducia degli investitori sarebbe minata. 

RAME - TRA L'AUMENTO DI PRODUZIONE E LE SCORTE
Quest’anno il settore dei metalli preziosi è uno dei settori che sta ottenendo i risultati peggiori. L´aumento moderato della crescita, che finora ha sostenuto le azioni nei mercati globali, non ha avuto lo stesso effetto positivo sui metalli industriali. Particolarmente negativa è la performance di zinco e alluminio.  La divergenza tra mercati azionari e il settore dei metalli prosegue da più di un anno. 


Il record raggiunto dai prezzi prima della crisi finanziaria ha creato una serie d’incentivi ad aumentare i prezzi per le aziende minerarie. Il risultato di questi investimenti è ora visibile nell´aumento delle scorte, ora che in Cina, principale acquirente di metalli industriali, il tasso di crescita sta raggiungendo il valore più basso degli ultimi dieci anni. Nei prossimi mesi occorrerà aumentare il tasso di crescita e ridurre l´inflazione. Il crollo della domanda in Cina ha provocato un aumento delle scorte del London Metal Exchange e del Shangai Futures Exchange, come dimostra l´esempio del rame qui sotto, e questo potrebbe creare un tetto per i prezzi del petrolio nei prossimi trimestri. 


I metalli industriali sembrano essere fortemente correlati con il PMI cinese, cosa che ne dimostra la dipendenza dalla domanda cinese. Nei prossimi mesi il livello del PMI dovrebbe aumentare e questo avrebbe un impatto positivo per i metalli industriali. Tuttavia, le preoccupazioni riguardanti l´aumento delle scorte e l´attivazione di misure dirette a ridurre l’inflazione potrebbero avere un effetto negativo. Anche se la performance del secondo trimestre sarà debole, dopo l´estate ci sarà  una ripresa, soprattutto grazie alle aspettative di crescita positiva degli indicatori economici come il PMI.



Ole S. Hansen (note to designers: picture byline)

Head of Commodity Strategy

olh@saxobank.com

Website: www.tradingfloor.com

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PREVISTO UN MODERATO AUMENTO DELLA CRESCITA GLOBALE di Mads Koefoed

Nelle economie sviluppate il tasso di crescita continua a rimanere basso e non sembra destinato a migliorare quest’anno, poiché molti paesi Europei e gli Stati Uniti si stanno concentrando sul consolidamento fiscale. 

Durante la fine dello scorso anno, le condizioni economiche mondiali sono migliorate e hanno continuato a mantenere un trend positivo anche nei primi mesi del 2013. Questo miglioramento è dovuto soprattutto al successo degli Stati Uniti nel combattere la recessione e all’economia in espansione di paesi emergenti. Anche se le statistiche evidenziano una robusta attività economica globale, riducendo la probabilità di un rallentamento della crescita, la domanda globale rimane debole. Si prevede un aumento moderato della crescita, pari al 3.4%, dal 3.2% dello scorso anno.


LA BATTAGLIA DEI PAESI SVILUPPATI CONTRO IL CONSOLIDAMENTO FISCALE

Le economie sviluppate continuano a mantenere un livello di crescita basso. Lo scorso anno, quando la zona euro è stata colpita dalla recessione, il livello di crescita è stato pari all’1.3%. Quest’anno non è previsto un aumento del tasso di crescita, poiché i paesi europei e gli Stati Uniti sono impegnati a ridurre il debito fiscale. Confrontando l´economia dei maggiori paesi europei con quella americana, quest’ultima si colloca al terzo posto, dopo Spagna e Italia, in tema di riduzione della spesa pubblica lo scorso anno. Allo stesso tempo la spesa è aumentata nel Regno Unito, in Francia e in Germania. 




La spesa pubblica é diminuita dell’1.8% negli Stati Uniti nel 2012 ed è prevista un’ulteriore riduzione in seguito al consolidamento fiscale. Ciò nonostante, il tasso di crescita continuerà a essere stabile nel 2013, mantenendo un valore conforme a quello dello scorso anno, intorno al 2%, prima di aumentare nel 2014, raggiungendo il 3%. Anche se la rimozione dei tagli della payroll tax (tassa su gli stipendi) avrà un effetto dannoso su i consumi privati, i continui miglioramenti nel mercato del lavoro avranno un effetto contrario e positivo. Lo scorso anno sono stati creati, in media, 183.000 posti di lavoro al mese. Le famiglie americane beneficeranno anche del miglioramento del mercato immobiliare. L´aumento dei prezzi, infatti, sarà proficuo per chi possiede una proprietà. Inoltre, la maggiore attività del mercato immobiliare contribuirà positivamente alla crescita del PIL, superando il .3% dello scorso anno. 

Anche se i risultati dell´economia americana non sono stellari, il suo tasso di crescita dovrebbe aumentare. In Europa, invece, la situazione economica non sembra migliorare e i paesi europei devono rassegnarsi e accettare il fatto che la recessione è destinata a continuare. Per il 2013 è prevista una contrazione delle attività economiche pari allo 0.3%, dopo il calo dello 0.5% nello scorso anno, mentre il tasso di disoccupazione aumenterà fino a raggiungere il 12%.  Di conseguenza, l´inflazione rimarrà stabile. La situazione economica in Spagna e Italia rimarrà difficile, ma sarà l´economia francese a preoccupare la zona euro, soprattutto a causa della mancata attuazione di numerose riforme da parte del governo francese. La coesistenza di contratti a tempo determinato e indeterminato rende il mercato del lavoro rigido e restrittivo, mettendo in pericolo la competitività dell´economia francese e aumentando la disoccupazione giovanile. La mancanza di riforme rischia di condurre la seconda più grande economia europea in una fase di recessione destinata a durare diversi anni in futuro.

LA CRESCITA NEI PAESI EMERGENTI

La crescita nei paesi emergenti è rimasta stabile grazie all´attuazione d’importanti riforme, sia fiscali che monetarie. Lo scorso anno, il tasso di crescita era diminuito soprattutto in seguito alla riduzione della domanda di prodotti da parte dei paesi sviluppati. Il consolidamento fiscale ha causato una riduzione dello 0.9%  delle importazioni nei paesi europei e ridotto le importazioni americane del 2.4%. Quest’anno, la lotta per la riduzione del debito fiscale rimarrà un tema importante per numerosi paesi, ma il suo effetto negativo sui consumi privati sarà limitato, cosa che aiuterà la crescita delle economie emergenti. Tuttavia, quest´anno sono previste meno riforme a sostegno della crescita economica e, per questo, il tasso di crescita atteso rimarrà più basso di quello del 2010-2011.

I progressi nel commercio globale saranno favorevoli per l´economia cinese, che tornerà a crescere con un tasso pari all´8%. Il tasso di credito rimane stabile al 15%, mentre le leggi riguardanti i finanziamenti continueranno a essere elusive, assicurando il sostegno della domanda domestica nei trimestri futuri. Inoltre, grazie a quello che potrebbe essere definito un prudente bilancio finanziario, la spesa pubblica potrebbe essere incrementata per stimolare la crescita, se necessario.  In futuro, la transizione dell´economia cinese, che passa dall’essere fondata sulle esportazioni a dipendere dagli investimenti, potrebbe essere alquanto turbolenta e far scendere il tasso di crescita.





LE BANCHE CENTRALI CONTINUANO A SOSTENERE LE ECONOMIE NAZIONALI

Lo scorso anno é stato un anno intenso per le banche centrali: negli Stati Uniti la Federal Reserve (FED) ha introdotto il terzo round di alleggerimento quantitativo, la Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato un programma per l´acquisto di bond (Outright Monetary Transaction) e la Banca Centrale Giapponese (BOJ) ha configurato il nuovo programma “Abenomics” con l´intento di promuovere gli investimenti privati. Quest’anno questa linea di azione a supporto delle economie nazionali proseguirà.  Nonostante la modesta crescita dell´economia americana, il tasso di disoccupazione non raggiungerà il target di 6.5% nei prossimi trimestri e l´inflazione rimarrà stabile a causa di capacità in eccesso. Per questi motivi, il programma di alleggerimento quantitativo continuerà nel 2014, anche se l´importo potrebbe essere ridotto.



L´annuncio di acquisto di bond da parte della Banca Centrale Europea ha ridotto gli squilibri monetari con successo, come indicato dallo spread italiano e spagnolo. Tuttavia, la situazione rimane problematica a causa della crisi di Cipro e dei risultati delle elezioni italiane. Se necessario, la BCE potrebbe ridurre il tasso di rifinanziamento e mettere in pratica un nuovo round di rifinanziamenti. Inoltre, potrebbe ridurre il tasso dei depositi sotto lo zero, ma questa potrebbe essere un’azione troppo azzardata. Secondo le previsioni, la BCE manterrà i tassi stabili in attesa che i paesi europei inizino una fase di crescita economica. ​

Mads Koefoed

Head of Macro Strategy

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GLI ALBERI ANCORA NON CRESCONO IN CIELO di John J. Hardy

Nelle previsioni riguardanti il primo trimestre, ho asserito che, a causa della crisi economica globale, la volatilità nel mercato valutario sarebbe aumentata. Infatti, nel primo trimestre la volatilità è cresciuta, anche se moderatamente, soprattutto su EUR, GBP e JPY. Anche nel secondo trimestre la volatilità dovrebbe aumentare, con il rafforzamento del dollaro americano e a causa del futuro incerto del JPY. Di grande importanza sarà anche l’indebolimento delle commodity. 

IL VINCITORE E IL PERDENTE NEL PRIMO TRIMESTRE

Il valore dell´euro è aumentato a gennaio quando la Banca Centrale Europea (BCE) ha iniziato a ripagare parte delle sue obbligazioni, come parte del piano LTRO (Long Term Financing Operation).  Il valore della valuta è poi sceso, in seguito alle previsioni sulle elezioni italiane, anticipazioni che si son poi rivelate reali, e alla crisi di Cipro. Le altre valute con un trend  negativo sono state GBP e JPY. “Abenomics”, in Giappone e i risultati negativi nel Regno Unito hanno attratto forti ondate speculative a gennaio e febbraio.

JPY vs propensione al rischio: Lo yen non è stato influenzato solo da “Abenomics”, ma anche dall’opportunità di intraprendere azioni speculative: è facile vendere una valuta quando la banca centrale promette di aumentarne la liquidità.




JPY vs lo spread dei tassi d’interesse: I rendimenti giapponesi a lungo termine sono crollati, anticipando le azioni della banca centrale giapponese, ma non dovrebbero diminuire ulteriormente. Per creare gli elementi necessari a far sì che la valuta s’indebolisca, i rendimenti delle obbligazioni governative fuori dal Giappone devono aumentare. 

Il “vincitore” del primo trimestre è stato il dollaro americano, nonostante le azioni intraprese dalla FED nei primi mesi del 2012 e l´aumento del tasso di crescita economica. Le altre valute che hanno registrato una performance positiva sono state AUD, NZD e SEK. La loro salita è dovuta principalmente alla presenza di liquidità mondiale. Inoltre, le svalutazioni competitive tra valute hanno contribuito ad aumentarne il valore, poiché le banche centrali di questi paesi non hanno implementato nessuna azione al riguardo. 

Secondo trimestre: transizione o cambiamento?

Mentre entriamo nel secondo trimestre con una sensazione diffusa di compiacimento, la vecchia propensione al rischio sembra essere scomparsa.  Il mercato sembra convinto che le banche centrali non permetteranno a nessun tipo di rischio di materializzarsi. Quindi perché preoccuparsi?   

Il desiderio di intraprendere strategie rischiose diminuirà nel secondo trimestre.  Probabilmente questo è causato da tre diverse ragioni: stagionalità, paura che la Federal Reserve Americana non garantisca la liquidità promessa e preoccupazioni sulla situazione dell´Unione Europea. Se analizziamo il fattore di stagionalità, esaminando il secondo trimestre degli anni precedenti, troviamo mesi di transizione o mesi influenzati negativamente dai rischi assunti durante il primo trimestre. Lo scorso trimestre potrebbe influenzare negativamente i mesi futuri, soprattutto se la FED deciderà di ridurre le sue operazioni di alleggerimento quantitativo. Allo stesso tempo, le preoccupazioni che hanno caratterizzato l´Unione Europea continueranno a manifestarsi, soprattutto durante le elezioni tedesche in settembre.

Complessivamente, nel secondo trimestre il dollaro americano dovrebbe continuare a mantenere una performance positiva. Il futuro dello yen giapponese sembra turbolento, mentre si aspetta che il piano della banca centrale giapponese “Abenomics” venga messo in pratica.  Il futuro dell`euro è il più incerto, anche se è le previsioni non sono positive. 

Sullo sfondo, la natura sistemica del rischio sembra esser stata eliminata, ma potrebbe risorgere in futuro.  Più durerà questa propensione al rischio e più la volatilità sarà forte quando ritornerà.

USD continuerà a fortificarsi in futuro

Il dollaro americano continuerà a rafforzarsi, qualsiasi sia lo scenario economico futuro. Cominciamo immaginando uno scenario positivo. In questo caso il dollaro americano si rafforzerà grazie al miglioramento della situazione economica. Questo continuerà a incoraggiare la FED ad attuare diverse operazioni, come la riduzione del tasso delle sue asset baked securities. La Fed diventerebbe la prima banca centrale a ridurre le politiche di supporto attuate finora.  Inoltre, positivo sarà l´effetto dell´aumento nella produzione di energia. Il governo potrebbe anche implementare un Homeland Investment Act riscuotendo patrimoni da aziende estere. 

Il dollaro americano si rafforzerebbe anche in uno scenario negativo. In questo caso, l´economia non si risanerebbe, a causa della politica di austerità fiscale e degli effetti dei tagli delle tasse. Anche se la Fed non cambiasse il suo piano d´azione, questo avrebbe un forte effetto sui mercati e il dollaro ne beneficerebbe.  In alternativa, la FED potrebbe essere obbligata a ridurre la sua politica di alleggerimento quantitativo che ha causato il surriscaldamento dei mercati di credito. Questa possibile azione della FED ridurrebbe la propensione al rischio presente nei mercati, riducendo la liquidità. 

La tensione cresce per l´euro 

L´euro si è rafforzato durante il primo trimestre, quando la BCE ha annunciato di voler iniziare a ripagare parte delle sue obbligazioni LTRO per poi indebolirsi a causa dell’incertezza generata dalle elezioni Italiane e dalla crisi di Cipro. L´Unione Europea incontrerà molte difficoltà nel ristabilire la fiducia nella sua valuta, mentre si aspettano gli esiti delle elezioni in Germania fissate per il prossimo settembre. Inoltre, i risultati dell´economia francese cominciano a preoccupare, mentre la Slovenia potrebbe aver presto bisogno delle misure di aiuto.  In Spagna, invece, potrebbero nascere nuovi scandali che coinvolgono il sistema bancario, mentre le parti sociali continuano ad essere colpite dolorosamente dalla situazione economica. Durante il secondo trimestre, sarà importante scoprire la linea d´azione della BCE per contrastare la crisi di Cipro.

Se non ci saranno altri eventi critici a peggiorare la situazione economica e politica, l’Europa potrebbe tener duro fino a settembre, mese in cui si terranno le elezioni in Germania. Qualunque sia l’esito delle elezioni, sarà necessario trovare al più presto una soluzione ai problemi che affliggono i paesi europei. 

JPY

Le sinergie presenti nel mercato hanno fatto si che lo yen giapponese si indebolisse nel primo trimestre. La Banca Centrale Giapponese inizierà diverse opere di espansione, cambiando la linea d´azione intrapresa finora, finanziando perfino opere governative mirate a stimolare l´economia. La domanda è: il mercato ha già scontato il prezzo di queste azioni? 

Durante il secondo trimestre potremmo assistere a un forte cambiamento nel valore dello yen giapponese, che potrebbe rafforzarsi se le condizioni anticipate non dovessero realizzarsi. Gli investitori, in questo caso, guidati da un sentimento di disappunto, venderebbero la valuta secondo le previsioni, ma la comprerebbero se queste fossero errate.  Se i mercati globali dovessero seguire un trend negativo, almeno nel breve termine, lo yen li seguirebbe, perché viene usato dagli investitori per ottenere posizioni speculative.  Nel medio e breve termine, invece, lo yen giapponese sarà colpito negativamente dalle azioni della banca centrale giapponese, dalla crisi globale e dalla sua pericolosa condizione demografica. 

L´indebolimento della sterlina

La sterlina inglese è stata una delle valute “perdenti” durante il primo trimestre, poiché il mercato ha deciso di punire tutte quelle valute che le banche centrali avrebbero continuato a soccorrere. Si prevede che quest’estate, con l´arrivo del nuovo governatore della BoE, Mark Carney,  potrebbero essere implementate misure di aiuto più estreme.

Un altro problema che influisce sul valore della sterlina è il deficit del governo, che non è diminuito malgrado le forti svalutazioni che hanno colpito la valuta durante la crisi finanziaria.  Sostengo che l´indebolimento sia stato causato anche da azioni speculative e da una forte propensione al rischio che ha caratterizzato il mercato negli ultimi mesi.  In futuro, il rapporto con l´euro potrebbe diventare uguale a 0.8500 e 0.900o e ho anche corretto in negativo la previsione sul cross GBPUSD, a causa delle potenziali differenze tra le linee d´azione delle due banche centrali. 

CHF – passivo e aggressivo

Il franco svizzero, durante il primo trimestre, è stato negativamente colpito da azioni speculative che l’hanno colpito in un momento di debolezza, quando le banche hanno annunciato di voler stabilire un tasso d’interesse negativo su i depositi bancari.  Tuttavia, le nuove preoccupazioni sulla situazione europea hanno fatto salire il cross EURCHF prima che la banca centrale svizzera potesse reagire. Le future incertezze sull´euro probabilmente saranno anche causa d’incertezza sul franco. La banca centrale svizzera rimane determinata a voler porre un limite al rapporto con l’euro al livello di 1.20 e, se necessario, saranno implementate nuove opere per fermare l´accumulo di capitali nelle banche svizzere.  Nel lungo termine, il franco svizzero rimane sopravalutato e un potenziale indebolimento è difficile da prevedere. Probabilmente il valore della valuta rimarrà stabile fino alle elezioni tedesche. 

AUD, CAD e NZD

La valuta australiana e quella neozelandese son riuscite a raggiungere nuovi massimi anche quest’anno in confronto alle valute dei G10, ma questo rafforzamento è destinato ad affievolirsi in futuro. Queste valute potrebbero indebolirsi se le previsioni di un miglioramento della situazione economica cinese non dovessero avverarsi oppure se la performance positiva del primo trimestre non dovesse essere replicata nel secondo trimestre, situazioni che probabilmente si realizzeranno in futuro.  Inoltre, le azioni del settore minerario in Australia sono in calo e le esportazioni di latte in Nuova Zelanda potrebbero essere ridotte a causa della siccità.  Inoltre, le banche centrali di entrambi i paesi ostacolerebbero il mercato se questo dovesse continuare a rafforzare le valute. 


AUD Vs G10: Il grafico mette a confronto il dollaro australiano con un portafoglio di valute del G10. Dal 2010, il dollaro australiano ha raggiunto diversi massimi, ma il trend positivo sembra sempre svanire. Questo comportamento si ripeterà probabilmente in futuro. Bisognerebbe anche considerare il rischio d’indebolimento, se la Fed decidesse di limitare le sue politiche di supporto. 
I risultati ottenuti dal dollaro canadese non sono stati dei migliori. La banca centrale canadese (BoC) ha dovuto ammettere che i fondamentali dell’economia canadese si sono fortemente indeboliti.  Il rapporto USDCAD, pressoché uguale a uno, ha depresso l’economia canadese. Inoltre, a causa delle azioni della BoC attivate per fermare il rafforzamento della valuta, il settore del credito e quello immobiliare hanno subito una forte inflazione.  Questa bolla finanziaria è destinata a fermarsi e questo indebolirà la valuta. 

SEK e NOK
La corona svedese è bloccata tra gli effetti causati dalla bolla finanziaria che sta colpendo il settore del credito domestico e il rafforzamento della valuta riportato durante il primo trimestre.  Durante i prossimi mesi, la valuta dovrebbe indebolirsi.  La corona svedese non rappresenta un investimento sicuro, poiché non è particolarmente liquida e a causa della bolla finanziaria del settore immobiliare che potrebbe concludersi presto. 
La corona norvegese dovrebbe essere favorita rispetto a quella svedese perché meno subordinata a fattori esterni. Tuttavia, un importante rischio per questa valuta risiede nel settore energetico. Questo, infatti, potrebbe indebolirsi se la domanda globale dovesse attenuarsi.

I fattori chiave del primo trimestre 
Le idee presentate in seguito possono produrre risultati positivi se le previsioni argomentate finora dovessero realizzarsi.
Lungo USD vs un portafoglio di AUD, CHF e SEK: Il dollaro americano dovrebbe rimanere forte mentre il dollaro australiano e il franco francese dovrebbero indebolirsi.
Lungo GBP, NOK e EUR vs AUD e NZD: Motivato dal fatto che i risultati del primo trimestre non sono destinati a continuare durante il secondo.
Corto CHFJPY: Una strategia a breve termine, fondata sulla possibilità che le aspettative per Abenomics siano sopravvalutate.  
Lungo USDJPY a ribasso: Bisogna essere cauti in questo caso perché in futuro potrebbero sopraggiungere situazioni migliori per la vendita di JPY. Questa strategia è da adottare solo se quella sopra (corto CHFJPY) si è rilevata proficua. 

La seguente tabella mostra le previsioni:


John J. Hardy

Head of FX Strategy

jjh@saxobank.com

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